Collettiva a Barcellona

Felicia Lamanuzzi, artista  architetto biscegliese residente in Svizzera da 17 anni, è già stata all’attenzione di questa redazione per una installazione realizzata a Stabio, alcuni mesi addietro. Un’opera monumentale e sognante di urban art, che le ha meritato gli allori della critica e lo stupore dei concittadini, per aver saputo donare nuovi sensi e occasioni di riflessione ad una piazza che aveva perso il suo ruolo elettivo, quello di luogo comune di condivisione di gioie e dolori sociali. Le case narranti de  ”La città racconta”, con le cuspidi tese al cielo come un tempo le speranze della gente che animava quella piazza, sono  state un gran bel colpo d’occhio per il piccolo comune ticinese e un buon banco di prova per l’architetto biscegliese.

Oggi, nuove avventure portano la Lamanuzzi  oltreconfine. Questa volta è la bella e mediterranea a Barcellona, a far richiesta dei suoi lavori. L’arch. Lamanuzzi parteciperà con il gruppo di artisti di Varese “Officina Lombarda”, (sodalizio che ruota attorno al critico d’arte Farizia Buzio Negri), alla mostra “Alert!”, in programma dal 20 settembre al  9 ottobre presso le Crisolart Gallery. In Spagna, allestirà una rivisitazione de “La città racconta”,  invito a riflettere e a familiarizzare con l’architettura, che l’artista lancia ” per allenare la cittadinanza a sognare prima e a volere poi, spazi urbani di qualità, che manifestino cioè un’identità propria tale da divenire essi stessi luoghi capaci di generare una rinnovata voglia di abitarli. E’ questo il primo passo verso la riappropriazione del valore di civitas che la nostra società pare aver perso“.
Imparare a considerare l’arte come metodo altro  per rivitalizzare gli ambienti urbani, ci insegna Felicia Lamanuzzi, può  risultare una strategia vincente. Specie se l’immaginario collettivo ha costruito un’aura negativa attorno a un luogo un tempo amato.
A Bisceglie, le opportunità di sperimentare una teoria tanto affascinante – che è passo successivo all’organizzazione di eventi estemporanei – sono fin troppe. Buona cosa sarebbe che l’arte locale, pur florida di talenti, iniziasse a sfruttarle.

di Serena Ferrara
Periodico di informazione locale “BISCEGLIE in DIRETTA”