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Morcote 10-15 settembre 2018


“Ci sono frammenti di città felici che continuamente
prendono forma e svaniscono, nascosti nelle città
infelici”
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972

Premessa

Che la qualità architettonica nei nostri agglomerati sia cosa rara è un dato ormai acquisito, una condizione a cui sembra essersi talmente assuefatti, da non farci più caso (vi invito a vedere un trailer del film “I cento passi”).

Nasce spontaneo chiedersi: ”Ma è proprio così? È giusto arrendersi a tale condizione della città reale? E ricalcando l’appello che in un “Diario dell’architetto” Paolo Fumagalli poneva alla categoria, non è forse doveroso, in particolare per noi architetti, adoperarsi per porvi rimedio? E magari così provare a ridare forma al valore civico (in cui è l’etica) del mestiere?
Sempre più frequenti sono le iniziative promosse da organizzazioni partecipative (basti pensare al recente pullulare di associazioni no profit) finalizzate ad ampliare il coinvolgimento del comune cittadino ad una partecipazione più attiva e diretta alla vita della propria realtà territoriale sentendosene quindi artefice della crescita.

In quanto architetto non posso che riconoscere nel progetto di architettura forse l’unico strumento in grado di recuperare quella relazione tra lo spazio, la sua memoria e i suoi abitatori, necessaria per trasformare quello stesso spazio in un luogo vissuto, appartenente alla cultura del posto e testimone della cultura delle sue genti.

Abbiamo bisogno di strumenti e pratiche che se da un lato promuovono il progetto di architettura, e dall’altro ne diffondano la cultura (conoscenza)
a garanzia, in quanto fondato sul principio del confronto, di quella qualità urbana di cui oggi spesso sentiamo parlare, ma, troppo spesso, senza ben
comprenderne il vero significato.
Abbiamo bisogno di allenarci a quel sano esercizio del vivere la città e, così facendo, sperimentare quella in cui vorremmo abitare domani.
Abbiamo bisogno di acquisire maggiore sensibilità e attenzione verso tutti gli interventi sul territorio di cui siamo promotori e soprattutto verso le ricadute che generano e inevitabilmente incidono sulla trasformazione della città.

E`in questo scenario che vanno rintracciate le ragioni che mi spingono ad indagare la formula del workshop come possibile strumento di attivazione di
quel dialogo interrotto tra il territorio in genere, la sua trasformazione e la società che lo abita e che in esso dovrebbe riconoscersi.
Nasce così, nel 2015 a Stabio, WPU: Workshop di Progettazione Urbana con l’intento, da un lato di attivare una sorta di laboratorio aperto e
interdisciplinare per interrogarsi sulle variabili capaci di innescare una trasformazione dello spazio tale da riattualizzarne il valore a beneficio della collettività, dall’altro di diffondere la cultura del progetto di architettura (che qui intendo proprio come costruzione dello spazio da abitare, in cui cioè tessere relazioni) oltre gli ambiti strettamente professionali.

WPU vuole offrire un confronto aperto tra le discipline, ma anche tra le forze, gli attori e le dinamiche coinvolte nella trasformazione urbana. Un laboratorio interdisciplinare appunto, che avvalendosi della capacità di coloro che, per formazione, abbiano dimestichezza con il progetto di trasformazione (studenti o giovani professionisti tra architetti, paesaggisti, pianificatori, artisti, comunicatori in genere…, chiamati ad elaborare proposte progettuali per un’area assegnata) o con la ricerca
intorno a tematiche legate allo spazio pubblico, alla sua qualità e sicurezza e quindi alla inclusività (sostenibilità) e socialità delle nostre città, si rivolge di fatto al comune cittadino per riannodare quei magici fili rossi che un tempo lo legavano orgogliosamente alle sue “mura”.

Il WPU vuole attivare un processo partecipativo volto a far emergere quella domanda di miglioramento della qualità dell’abitare urbano che declinandosi intorno alla dimensione umana ne faccia riaffiorare l’attitudine alla socialità, alla costruzione di nuove relazioni, all’incontro, al confronto, alla sostenibilità intesa come valore collettivamente condiviso.
Attitudini, quelle appena dette, che troppo spesso non rientrano tra i parametri prioritari delle trasformazioni/adeguamenti urbani. Basti pensare a tutti i progetti di mobilità lenta e/o di adeguamento alla sicurezza degli spazi pubblici.

Sperimentando l’attivazione di quei processi di contaminazione tra saperi e pratiche che portano i partecipanti a indagare, riflettere e confrontarsi in particolare sulla relazione tra arte/architettura e sfera pubblica, il WPU vuole dialogare costruttivamente e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dello spazio pubblico, quale chiave per recuperare una lettura condivisibile e unitaria per la città contemporanea, ma anche sul valore della sua qualità, quale irrinunciabile condizione per una sana crescita della società tutta, per lo sviluppo delle interazioni sociali, ma anche per la promozione e sensibilizzazione di mobilità alternative a quella automobilistica, in base a cui, purtroppo ancora troppo spesso, sono organizzati i nostri agglomerati.

Il WPU si rivolge a tutti coloro credono nell’importanza del recupero della dimensione e della ragione umana quale calibro del progetto di architettura finalizzato alla costruzione dello spazio in generale, ponendo particolare attenzione allo spazio pubblico sia esso marciapiede o piazza, strada o fontana. In esso infatti si manifesta il senso più profondo dell’abitare: l’opportunità di costruire relazioni.

Noi architetti, paesaggisti, pianificatori, ma anche e forse soprattutto politici e amministratori, abbiamo tra le mani occasioni d’oro per migliorare la qualità del nostro territorio e la più importante premessa per farlo è trovarsi di fronte, come le passate esperienze del WPU hanno dimostrato, una società che non aspetta altro che tornare ad abitare i luoghi della città (lo spazio pubblico). In tali condizioni il nostro
compito, paziente, sarà quello di riconsegnarglieli rinnovati sì, ma soprattutto specchio virtuoso della società stessa, oggi distratta o forse meglio rapita dal turbinio del fare. A noi il compito di risvegliarla, riportandola in quei luoghi in cui possa tornare a fare esperienza della propria dimensione collettiva, della propria natura sociale. Solo così potremo, passo dopo passo, volgere in positivo quella corrispondenza tra
territorio e società di cui parla il geografo Claudio Ferrata nel suo recente libro ”Il territorio resistente” Ed. Casagrande.

Un accorato invito a farsi trasportare da una sana curiosità.

Felicia Lamanuzzi

Coordinatori atelier

arch. Felicia Lamanuzzi
arch. Roberto Russo

Critiche esterne a cura di

arch. Steano Moor
arch. Federico De Molfetta
arch. Hope Strode

Chi sceglie di abitare là è perché
crede che assumersi delle
responsabilità dia un significato
più profondo al proprio lavoro e
alla propria vita”.
Sergio Marchionne

Programma e località

Già a partire dalla prima edizione il WPU si articola in varie sezioni ognuna delle quali si propone come strumento di sensibilizzazione che si rivolge alla gente comune, ai potenziali committenti/usufruitori degli spazi urbani, i cittadini di ogni provenienza professionale ed età. Invitati a partecipare alle iniziative collaterali all’atelier di progetto, potranno offrire preziosi spunti di approfondimento sul luogo, la sua memoria, sul modo di percepirlo, abitarlo e proiettarlo nel futuro più prossimo.

L’atelier, in cui studenti di architettura si confrontano, attraverso il progetto di trasformazione di un’area assegnata, con temi più generali del progetto della città contemporanea, tentando di dare risposte ai suoi non-luoghi indagando, con l’ausilio di docenti esterni, sul loro essere il risultato dell’assenza del progetto, e magari svelando, con il progetto appunto, le forme possibili e quindi le potenzialità di luoghi pubblici e di socializzazione.

La mostra dei progetti, in genere allestita sul luogo d’intervento, grazie alla quale chiunque può vedere ed allo stesso tempo allenarsi ad immaginare e magari riflettere sulle varietà di visioni e soluzioni possibili in grado di trasformare un pezzo di città.

Le conferenze pubbliche, pensate quali momenti d’incontro e confronto tra la cittadinanza e i partecipanti all’atelier diventano occasioni di approfondimento su tematiche legate alla qualità dei nostri spazi urbani, alla loro attrattività.

L’installazione site specific, allestita durante la settimana di workshop, coinvolgendo le associazioni e le scolaresche locali, vuole sperimentare una forma di riqualifica e riuso/riappropriazione dell’area di progetto. Allo stesso tempo porsi quale “indicatore, simbolo” di una riflessione in atto sul luogo, una sorta d’indiretto invito a partecipare alla riflessione, un attivatore dell’opinione pubblica.

Quest’anno il WPU approda a Morcote, comune situato sulle sponde del lago Ceresio, immerso in un contesto paesaggistico-ambientale di grande pregio.
Il suo territorio si estende attorno al monte Arbòstora e confina con i comuni di Figino, Melide e Vico Morcote.
Ciò che rende Morcote una delle località più interessanti tra Lugano e Mendrisio è certamente il suo legame rintracciabile nelle numerose
“testimonianze tardogotiche e rinascimentali”...
“fino alla contemporaneità grazie alla nuova rassegna di arte pubblica” (1).
Lo spazio ritrovato, questo il titolo della rassegna d’arte contemporanea curata da Daniele Agostini e visitabile a Morcote fino al 23 settembre,
“mostrando come l’arte contemporanea possa influire sulla percezione dello spazio urbano” (2), offre una grande occasione di approfondimento alle tematiche portate avanti dal WPU.
Peculiarità dell’artepubblica èla capacità di stimolare una fruizione che permette di entrare nel tessuto socialee nella struttura urbana del luogo attraverso l’interazione, esperenziando quindi, in prima persona, lo spazio ritovato.” (1)

(1) Daniele Agostini - curatore de “Lo spazio ritrovato
(2) Nicola Brivio - Sindaco di Morcote

“Chi abita in quel luogo non vive mai lo stesso giorno due volte, perché sa che è sempre possibile migliorare qualcosa.”.
Sergio Marchionne

 
 
Descrizione area di progetto

L’area individuata si trova alle porte del nucleo antico di Morcote: una terrazza affacciata sul Ceresio, una sorta di filtro tra il lago e la strada cantonale, che costeggia tutto il lago creando una frattura tra il borgo e il lago.
L’area ha un grande potenziale qualitativo, dato sia dagli elementi architettonici che contraddistinguono il borgo e sia dal paesaggio in cui é immersa.
La terrazza Garavello, prima della costruzione dell’autosilo comunale, era un’area di parcheggio utilizzata dai residenti del nucleo e dai turisti che animano il paese durante la stagione estiva.
La superficie, di 1’500 mq, è delimitata dal fronte delle case del nucleo storico e dalle rive del lago Ceresio ed é attraversata dalla strada cantonale, principale arteria di traffico, che attraversa il comune da nord a sud e collega il paese ai comuni limitrofi.
La presenza di piccole attività commerciali e il magnifico paesaggio, sono elementi attrattivi tanto per i per turisti che per i cittadini, che potrebbero trovare in quest’area, se opportunamente qualficata, un’ulteriore opporunità di incontro e di svago.
Visto l’interesse manifestato dal Municipo di Morcote verso una rilelettura urbana della terrazza Garavello, i partecipanti sono chiamati ad interpretare le potenzialità inespresse del luogo conferendo ad esso riconoscibilità, ma anche apartenenza ad un più ampio sistema urbano che partendo dalla varietà e ricchezza del borgo, ne diventi quasi una sintetica lettura sull’acqua.
In particolar modo si richiede una rivalutazione creativa dello spazio tenendo conto delle componenti di tipo ambientale, architettonicourbanistico
e sociale.
Le proposte devono rispondere alle esigenze di un’area adibita alla sosta/incontro per pedoni (spazio giochi, verde, fermata bus…) ed eventualmente all’organizzazione di eventi pubblici.

Tema

Tema del progetto è la riqualifica della terrazza Garavello e dello spazio circostante, che pur se frammentati e privi di una chiara identità, rivelano promettenti potenzialità date dalla posizione e dallo stretto rapporto con il lago e il borgo. Obiettivo del progetto sarà quindi quello di evidenziare quegli elementi e innestarne di nuovi che rendano la terrazza un luogo pubblico e rappresentativo per la cittadina e così disponibile a molteplici usi.
L’assetto proposto dai progetti dei partecipanti dovrà conferire riconoscibilità e carattere al luogo rispondendo alle esigenze e ai suggerimenti che verranno dai cittadini.

Finalità

Il seminario intende riscoprire il valore dello spazio urbano come luogo collettivo, innescarne, attraverso dinamiche interdisciplinari, la riappropriazione da parte del cittadino, qui inteso come protagonista delle dinamiche urbane e quindi figura di riferimento prioritario per il laboratorio.
Credendo nella necessità di ripartire da una “rieducazione” della cittadinanza all’importanza della qualità degli spazi della città, abbiamo individuato nel workshop uno dei possibili strumenti attraverso cui promuovere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul significato e sul valore della qualità e quindi del progetto di architettura per dare forma ad idee coraggiose, dare spazio alla creatività pur partendo dalla storia e dalla cultura del luogo, per continuare a scriverne pagine nuove.

Sviluppo del progetto

L’atelier è articolato in tre fasi:
1. STUDIO dell’area di progetto, analisi delle questioni generali emergenti e dei temi specifici che l’area pone attraverso critiche affidate a docenti invitati.
2. SVILUPPO delle proposte progettuali durante i 5 giorni del programma didattico, che sarà articolato nelle diverse attività riportate di seguito e nel calendario, di cui si allega la versione provvisoria:
• Conferenze-dibattito tenute da esponenti della cultura internazionale etestimoni di quella locale, incentrate sul progetto e sulle principali questioni teorico-pratiche a esso connesse.
• Elaborazione progettuale relativa agli ambiti di progetto assegnati, condotta individualmente o in gruppo con la presenza continuativa dei tutor
3. PRESENTAZIONE finale dei progetti con elaborati grafici

 Premio finale e crediti formativi

Al miglior progetto sarà conferito un premio offerto dai sostenitori dell’iniziativa.
Al termine del workshop sarà rilasciato un attestato di partecipazione che potrà essere sottoposto alle facoltà e agli ordini professionali per il riconoscimento dei crediti formativi.

Partecipanti

Il Seminario è aperto ad un massimo di 10 partecipanti.
Possono iscriversi:
Studenti di architettura, urbanistica, pianificazione e discipline artistiche o di comunicazione
Studenti di scienze ambientali e progettazione del paesaggio
Studenti delle scuole universitarie professionali
Liberi professionisti afferenti alle formazioni suddette
Cittadini motivati

Modalità di candidatura

L’iscrizione è subordinata alla valutazione da parte della Direzione di:
• Breve lettera di presentazione/motivazioni
• Formazione scolastica
I documenti devono essere inviati via posta elettronica all’indirizzo di contatto.
L’avvenuta selezione sarà poi comunicata ai partecipanti.

Tassa d’iscrizione

Partecipazione al WPU: 170 CHF
La tariffa è obbligatoria per tutti i partecipanti e include la partecipazione all’atelier e ai laboratori
La quota dovrà essere versata entro la data di inizio del workshop a favore di:
Felicia Lamanuzzi - Workshop di Progettazione Urbana
Banca UBS di Stabio
CH97 0023 6236 1253 6340 B
Swift/BIC UBSWCHZH80A
specificando quale causale:
Iscrizione Workshop di Progettazione Urbana 2018

Modalità d’iscrizione

A seguito della comunicazione dell’avvenuta selezione da parte della Direzione, i partecipanti devono inviare in formato digitale all’indirizzo di contatto:
• Copia del Documento di Identità
• Copia del versamento della quota comprendente
la Tassa d’iscrizione + Vitto e Alloggio (se si sceglie di aderire alla proposta)

Vitto e Alloggio

L’organizzazione propone un alloggio comune presso:
Fraternità Francescana di Betania
Via S. Felice 8, 6821 Rovio
La tariffe per persona, pari a 300 CHF, include la cena, la colazione ed il pernottamento per 5 notti

Escursione

E’ prevista un’escursione nel territorio per visitare interventi contemporanei la cui partecipazione è facoltativa e richiederà una copertura spese.

Indirizzo di contatto

Le richieste devono specificare nell’oggetto
Workshop di Progettazione Urbana 2018
ed essere inviate all’indirizzo mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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