Ristrutturazione con ampliamento di una residenza pluriamiliare
Mapp. 708 RFD - CH 6834 Morbio Inferiore

RELAZIONE DESCRITTIVA DELL’ INTERVENTO

Situazione esistente
La particella ricade entro la zona residenziale di recente espansione della città, denominata R3, e destinata ad un’occupazione del suolo di tipo “semi-estensiva”. Attualmente vi insiste una tipica residenza ticinese della prima metà del ‘900. Essa mette in relazione il livello della strada cantonale, su cui prospetta con grande autonomia attraverso i suoi due piani superiori ed il sottotetto, ed il piano del giardino di pertinenza, posto ad oltre 3 m dal piano della strada cantonale.
Oggi una rampa di terra battuta consente l’accesso carrabile al giardino, necessario ai mezzi agricoli per la cura della vigna che qui è impiantata.
L’obiettivo del progetto di ristrutturazione è quello di rendere la residenza al passo con le esigenze e gli standards dell’abitare contemporaneo, ma senza modificare il carattere tipologico dell’immobile, il suo rapporto con il paesaggio, la sua relazione con il giardino, tanto nella sua dimensione orizzontale (salvaguardando la possibilità che l’appartamento al PT possa utilizzare il giardino) che verticale (mantenendo nell’edificio l’unico collegamento possibile tra il piano della strada ed il giardino di pertinenza.Tale misura consentirà di tutelarne il carattere privato, mantenendolo isolato dalla strada, quasi fosse un giardino segreto).

Intervento
Il progetto consiste nell’ampliamento della superficie abitabile compatibilmente con la tutela del carattere dell’edificio esistente.
Così oltre agli adeguamenti agli standards energetici (coibentazione del tetto, isolamento delle parti contro terra prospettanti su vani abitabili, sostituzione degli infissi, dotazione di un impianto ad energia rinnovabile per l’approvvigionamento di acqua calda sanitaria), all’adeguamento dell’impianto elettrico, all’ammodernamento delle finiture (rifacimento degli intonaci, sostituzione delle pavimentazioni, delle porte interne, delle protezioni solari) e degli apparecchi d’uso (sanitari, cucine, portoncini d’ingresso), l’intervento architettonico si focalizza su due punti:
il recupero del sottotetto, reso possibile grazie alle generose altezze del colmo, l’estensione del piano e la formazione di due abbaini che permettono una migliore abitabilità del versante destinato alla zona giorno,
la trasformazione del piano alla quota del giardino, attualmente destinato a locali accessori (depositi, cantine, impianti), in piano abitabile con fruizione diretta del giardino. Tale opportunità è suggerita dalla necessità, imposta dagli strumenti urbanistici vigenti, di dotare l’immobile di un adeguato numero di posti auto, da posizionarsi oltre la linea di arretramento fissata lungo la strada cantonale.

Sistemazione esterna
Il progetto di sistemazione esterna, affronta come tema principale quello dell’individuazione di posti auto, dimensionandoli sulla base delle norme di Piano vigenti, disponendoli conformemente alle prescrizioni senza rinunciare ad una rilettura contemporanea degli elementi architettonici esistenti, così da ottenere un inserimento armonioso e ordinato dell’intervento nel suo complesso rispetto al contesto.
Il progetto così reinterpreta il piano tra la quota strada e il giardino, attribuendogli il ruolo di basamento attrezzato dell’edificio esistente e risolvendo al suo interno il rapporto, anche funzionale, tra l’edificio stesso e la strada.
Ecco che così quel basamento diventa una banchina attrezzata su cui disporre la maggior parte dei posti auto necessari a soddisfare gli standards abitativi in vigore, compresa la possibilità di integrarvi la copertura di alcuni di essi, pur senza interferire con la pulizia volumetrica dell’edificio esistente, ma anzi ponendosi in rapporto dialettico con esso.

La profondità della nuova sistemazione esterna, al livello strada, consente di risolvere, entro il suo limite, le opportune manovre per l’uscita delle auto nel giusto senso di marcia senza invadere il sedime della strada cantonale.
La scelta di lasciare le auto al piano strada nasce in primo luogo da una riflessione sulle pertinenze dei livelli individuabili nello stato di fatto e così dalla considerazione che lavorare sulla trasformazione di tale situazione avrebbe snaturato il manufatto esistente ed il suo rapporto privilegiato con il paesaggio.
Le opere ingegneristiche o tecnologiche necessarie a predisporre la discesa delle auto al piano giardino, non solo andrebbero a modificare sostanzialmente l’assetto dello stato di fatto (la superficie permeabile sarebbe notevolmente ridotta) e la relazione, non più esclusiva, tra l’edificio residenziale ed il giardino, ma non risolverebbero neppure il fabbisogno di posti auto necessari (dai nostri studi risultano utilizzabili al massimo 5 p.a.).
Per tali ragioni abbiamo ritenuto doveroso, nel rispetto di un inserimento ordinato ed armonioso, oltre che sostenibile, portare avanti l’indagine delle possibilità che consentissero di tenere i posti auto sul medesimo piano della strada di accesso alla proprietà.

Accordi
La proposta progettuale così persegue la via dell’utilizzo di una piccola porzione del fondo confinante (mapp. 712 RFD), vincolato dal PR all’esclusione dell’edificazione, per disporvi quei posti auto (n°3) necessari a coprire le esigenze imposte dagli strumenti urbanistici per rendere conforme la situazione proposta dal progetto alle esigenze contemporanee dell’abitare. A tal fine si è provveduto a formulare un accordo con il proprietario del mapp. 712 che regolamenta la relazione tra i due mappali.
Per meglio illustrare quanto detto riportiamo in allegato in citato accordo che così si intende parte integrante della presente

Canalizzazioni
Si provvederà ad una generale verifica dello stato delle canalizzazioni esistenti, avendo cura di riportare la situazione esistente alla conformità con le normative vigenti in materia.
Pertanto, al fine di rendere abitabile il piano da cui si accede al giardino, sarà installata una pompa che consenta di spingere le acque di scarico al piano di scorrimento della rete comunale, sita ad una quota più alta rispetto a quelle.
Le acque piovane provenienti dal tetto, diversamente dallo stato di fatto, saranno deviate all’altezza del piano strada in modo che di qui, senza gravare su impianti di pompaggio, saranno convogliate direttamente nella rete comunale delle acque miste attraverso un pozzo ispezionabile in esterno.
Si intende corredare l’edificio di un sistema di drenaggio che sarà convogliato in una vasca bianca (che si presume già esistente) o in un pozzo perdente opportunamente dimensionato.

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