Ristrutturazione nel centro antico di Stabio

La particella ricade ai margini del nucleo antico della città, contrassegnata dal PPNV come zona di risanamento conservativo entro la quale oltre alla ristrutturazione dei volumi esistenti è contemplata, come espresso nelle relative norme di attuazione, la trasformazione edilizia pur mantenendo il carattere intensivo dell’occupazione del suolo, tipico del nucleo.

Il progetto illustrato nelle tavole grafiche, seguendo le direttive generali NAPPNV, “si prefigge di salvaguardare i caratteri morfologici, tipologici e storici del tessuto edilizio antico di Stabio e dei suoi contorni immediati” e allo stesso tempo “interpretare adeguatamente le particolarità del luogo“.

L’edificio esistente, insieme alle altre proprietà adiacenti, definisce il perimetro di un cortile, elemento tipico del tessuto insediativo del nucleo, che si costruisce in genere per aggregazione di edifici spesso diversi tra essi sia per dimensione che per altezze di facciate. Ciò conferisce un carattere non omogeneo dello spazio vuoto come al contrario si verifica  per la tipologia a corte.

Il progetto di ristrutturazione che ha come obiettivo principale il recupero e la valorizzazione del tessuto edilizio esistente, reinterpreta in chiave migliorativa e contemporanea, il volume in palese rovina posto a ridosso dell’edificio residenziale e propone di disporre gli accessori alla residenza (parcheggio, locale per il ricovero dei mezzi da giardino, pranzo all’aperto) lungo la fascia a ridosso del cortile. Questa, proposta come una sorta di giardino attrezzato, da un lato risolve in un unico elemento (non definibile come volumetria per il suo carattere aperto) la definizione del fronte verso il cortile e dall’altro evita di dover occupare la corte con le auto, preservando l’integrità e la qualità di tale spazio. Disponendo sull’area elementi tipici del giardino come la pergola, il patio e le pensiline sui posti auto e sull’ingresso (confermando qui l’impronta della volumetria esistente sulla quale, pur se ritenuta senza particolare valore architettonico, non vige l’obbligo di demolizione) il progetto arricchisce il cortile di un nuovo fronte pur non tradendo la sua vocazione di elemento filtro tra uno spazio aperto semi privato: il cortile ed un altro aperto, ma privato: l’orto(oggi giardino).

L’intervento di progetto partendo dalla richiesta del committente di ampliare la parte residenziale  creando una più diretta relazione con il giardino, è teso a dare valore e chiara lettura, non snaturandone l’identità, non solo agli elementi tipologici della preesistenza come la definizione del fronte da un lato sul cortile e dall’altro sul giardino (ex orto), ma anche degli elementi architettonici tipici degli insediamenti rurali quali il muro di cinta.

Il tema del progetto diventa così la costruzione di un unico elemento che trasformandosi lungo il suo tracciato da muro a copertura a pergola, restituisca carattere unitario agli altrimenti articolati fronti sul cortile, verso nord, e sul giardino (ex orto) verso sud.
Il nuovo intervento pur non rinunciando a collocarsi nel leggibile racconto della stratificazione storica dell’immobile, come si evince dal dichiarato linguaggio contemporaneo, si accosta alla preesistenza completandola in un continuo rimando dialettico.

La parte più alta della copertura racchiude la nuova zona giorno. Su questa, attraverso l’ampio pianerottolo di arrivo della scala (che fa da giunto tra “il nuovo e il vecchio”), si affaccia la parte preesistente adibita, nel secondo piano, a zona notte.

L’intervento sull’edificio preesistente consisterà in un restauro di tipo tradizionale non invasivo né dal punto di vista tipologico né statico.
Al piano terra sarà eliminata la scala. Così il locale attualmente adibito a cucina avrà accesso solo dall’esterno e sarà utilizzato come grottino. La vecchia stalla invece sarà adibita a lavanderia e a piccolo servizio igienico per il piano giorno.

Il nuovo intervento si risolve nella costruzione di un unico elemento che di volta in volta si adagia su piani diversi secondo il ruolo funzionale che riveste. Ed è proprio tale plasticità insieme alla compattezza formale, che l’idea di progetto richiede, a suggerire l’uso del calcestruzzo armato a faccia-vista per la realizzazione della “copertura” e quindi delle parti strutturali dell’ala nuova.

Complessivamente la nuova residenza sarà adeguata alle normative riguardanti il risparmio energetico. Le pareti esterne dell’ampliamento, per il quale è previsto un cappotto termico interno, saranno realizzate in calcestruzzo faccia-vista.
La parte preesistente, per la quale si prevede il consolidamento delle solette là dove necessario, presenterà le medesime finiture attuali: le pareti esterne saranno intonacate con intonaco di tipo tradizionale riproponendo la tinteggiatura attuale.
Gli infissi esterni saranno in alluminio con profilo integrato in modo che nella parte vecchia saranno visibili in esterno le sole superfici vetrate. Per le protezioni solari sarà mantenuta la tipologia a persiana nella parte preesistente e utilizzate tende verticali in quella nuova.

L’approvvigionamento energetico sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria è affidato ad una termopompa aria/acqua posata all’interno del locale tecnico.
In fase costruttiva saranno predisposte le condizioni necessarie ad integrare l’impianto installato, in un eventuale futuro, sia con un camino nella zona giorno che con pannelli solari sul tetto.
Gli impianti sia idrici sia di scarico, che di riscaldamento che elettrici esistenti saranno integralmente sostituiti e integrati all’ampliamento.

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